Potrebbe essere il titolo di una delle saghe de ‘ Il Signore degli Anelli’ e giacchè con un sostanziosa dose di immodestia, definisco cosi, da tempo immemore, il presidente della Fnomceo, credo che il titolo ideato calzi a pennello per la storia punto strappalacrime della nuova EROina della storia piddina.

Sarebbe forse il caso di definirla piddiota, tuttavia, attesa l’imbarazzante farsa delle primarie, che guarda il caso ha prodotto la nuova segretari* “de lorartri”.

Onde evitare di essere accusata di praticare il body shaming da qualche scemin’ nostrano, soprassiedo dal fare una disamina esteriore della nostra…anzi loro segretari*. Mi permetto solo di rilevare che la forma è sostanza in tanti ambienti pure istituzionali e la piddina non si erge a paladina della moda, né tantomeno ed a fortiori dell’estetica ed anzi, piace al mondo dem proprio perché fluyd quanto basta: “mi piace l’omo, ma ora ho una hompagna …” dice la Schlein.

Il sorriso, tuttavia, è tale e quale a quello “intelligente” del papà delle ‘sardine’, quel favoloso gruppetto di pescetti poco neurologicamente dotati e buoni per fare da esca ai tonni italioti, stanchi degli apparenti giochetti al massacro dei partitelli politici. 

Una volta fagocitati dalle urne di quell’epoca le sardine sono sparite in un battibaleno, così come erano comparse, ma intanto buona parte della dissidenza era stata messa a tacere.

Direte voi: ma a parte l’aspetto esteriore non particolarmente provocante, sarà attrattiva per ciò che declama e si augura per la Polis italica?

Mah! 🤐

La sciura è assai ricca, almeno così si dice, ma di idee poche e ben confuse: cosa vuole il Piddì della nuova eroina gender? 

‘Vogliamo parità di genere e rispetto per chi è degenere! ‘ urla la Schlein e  giù di botte (metaforiche) agli etero.

‘Pretendiamo sicurezza sanitaria grazie ai vaxxini’ e sotto ai ‘disordinati novacse’ che non piacciano affatto al mentore sorosiano d’oltreoceano.

“Uguali diritti per lavoratori e datori di lavoro”…noto.un sussulto del lettore a questa frase, l’avrà detta la nostra guerrigliera dei diritti dei kompagni? Macché! Magari l’avesse profferita la segretari*,  che non ha lavorato un giorno in vita sua. 

L’accezione di ‘Diritto’, secondo la Schlein è prosaicamente contraria a quella del lemma “rovescio”, con buona pace degli studi in giurisprudenza, che non ho compreso bene se abbia mai concluso. 

Una volta, mi dissero che con il Diritto ci avrebbero tolto tutti i diritti e non si sbagliavano affatto: costoro (politici e politicanti vari) hanno solo a cuore lo scranno istituzionale, sul quale siedono quasi obbligati da chi li muove quali pedine di un gioco al massacro, praticato sulla pelle della popolazione….

Fin quando il Popolo smetterà di giocare ed allora la compagnia dell’anello schleineiana si sgretolerà come quel fiabesco castello  costruito sulla sabbia.

E le sardine? Torneranno a respirare in mare, se nel frattempo non le avranno trasformate “geneticamente ” 😏😉

Ad maiora…

VP

Michel Foucault, nell’ambito delle sue ricerche sulla biopolitica, definiva “somatocrazia moderna” (M. Foucault, 1976, Crisi della medicina o crisi dell’antimedicina?, in Archivio Foucault 2. Interventi, colloqui, interviste. 1971-1977, pp. 202-219)[1]. l’idea di “un regime per il quale una delle finalità dell’intervento statale è la cura del corpo, la salute fisica, la relazione tra la malattia e la salute” (ivi, p. 205). Più in particolare, secondo Foucault, la somatocrazia indica l’investimento nel campo sociale da parte del sapere medico, evidenziando un’osmosi tra medicina, politica ed economia che riguarda un doppio versante: la salute del corpo come fattore essenziale per la conservazione e l’accrescimento della forza lavoro e la salute del corpo come fattore di mercato.

Non è chi non veda come tale legame sia stato reciso di netto, durante l’ultimo triennio (augurandoci non divenga un lustro), giacchè pare di lapalissiana evidenza che l’intervento statale abbia adottato quale finalità apparente la tutela del benessere psicofisico del cittadino, elidendo tuttavia, anzi calpestando in toto il diritto al lavoro, che costituisce il cardine della nostra Repubblica e relegandolo nel dimenticatoio della Storia democratica del nostro ex bel Paese.

In nessuna scelta strategica, il regime sanitario in atto -fotografia in bianco e nero di un triste Stato etico- ha avuto riguardo per la protezione del Diritto al Lavoro (ex multis, art. 1 della Costituzione), nè tantomeno si è prodigato per la tutela del cittadino, a cui -una volta strappato l’impiego sotto il ricatto di un TSO- si potrebbe affermare senza tema di smentita, gli si sia tolta ragione e finalità dell’esistenza.

Le misure draconiane, adottate nel biennio 2020-2022 e di cui ancora oggi subiamo i pessimi influssi, hanno certamente condotto all’appassimento di ogni velleità d crescita economica, sia essa definibile individuale oppure collettiva e dulcis in fundo, è dato notorio non abbiano neppure condotto all’apparente esito sperato: la prevenzione di una malattia dalle dubbie origini e dalle più che dubbie cure (a partire dal paracetamolo ed attesa “vigile”).

La tirannide sanitaria italiana, fra le più oppressive a livello mondiale, non ha risparmiato neppure le giovani generazioni, assurte al ruolo di vittime sacrificali sull’altare di uno scientismo dogmatico, che si prefiggeva quale principale fine la protezione degli anziani, salvo farli poi perire all’interno di rsa, alla cui porta di ingresso, potremmo sospettare fosse stato affisso il seguente cartello: “le terapie vaccinali rendono liberi”, riportandoci con la memoria agli orrori dei lager nazisti.

Ed infine è giunta la Consulta a scagliare l’ultimo dardo crudele, che pendeva come spada di Damocle sulle teste di milioni di italiani: il trattamento sanitario, a mezzo lo strumento c.d. vaccinale, non solo era possibile giuridicamente, secondo gli indecorosi assunti dell’odierno giudice delle leggi, ma addirittura necessario eticamente. Seppure esso conduca a spezzare vite e quantunque fossero le vite di tutti gli inoculati? Mi verrebbe da formulare codesto quesito di giustizia (divina, però, che su questa terra italica la Dea Giustizia pare latitare).

Ed allora, a chiusa delle sconfortate riflessioni che precedono, tornano in mente come un faro in questa nebbia, diffusasi nel basso (in ogni sua accezione) periodo repubblicano italiano, le alte parole dei Padri Costituenti, espresse durante i lavori prodromici alla redazione della Carta Costituzionale e tratte dal verbale redatto il 9.9.1946:

“…l’On. Moro respinge, con l’affermazione dell’autonomia e della priorità della persona umana, l’idea di uno stato totalitario in senso stretto, come una entità a sé stante che determini essa stessa i criteri di moralità ai quali l’uomo deve ispirarsi. Non si tratta di limitare il potere esecutivo soltanto, si tratta di limitare anche il potere legislativo di fronte a determinate aberrazioni. Occorre soprattutto affermare la dignità della persona umana, senza sminuire però l’autorità dello Stato, creando anzi uno Stato forte e realizzando una giustizia forte. Respinta l’idea dello Stato come entità a sé stante, sostiene la necessità di affermare la dignità dello Stato democratico, espressione di un sistema di realizzazioni umane di cui l’uomo è il punto essenziale di riferimento.

l’On. Lucifero è d’accordo sulla necessità di uno Stato forte, nel senso che la forza dello Stato debba garantire i diritti della libertà dei cittadini. Diritti che, a scanso di ogni equivoco, devono essere affermati nella Costituzione con la maggiore chiarezza. Non è soltanto il potere esecutivo che può violare questi diritti, ma anche quello legislativo, anche quello giudiziario, ed anche il quarto potere, quello economico. A suo avviso, è soprattutto dal quarto potere che occorre difendere le libertà dei cittadini, in quanto lo Stato deve rimanere lo Stato di tutti, non lo Stato di una classe…”

Il Quarto potere… la quarta rivoluzione industriale preconizzata ed ardentemente voluta, sulla pelle della popolazione mondiale, dalle elìte che governano il mondo e che recentemente si sono riunite a Davos, era considerato dai nostri Padri Costituenti il nemico dell’”uomo”, inteso quest’ultimo quale “punto essenziale di riferimento” dello Stato di Diritto, a cui si contrappone l’odierno Stato Etico, rappresentazione del regime sanitario in atto.

In un lemma, la “Somatocrazia”, che si è instillata nelle menti dei nostri governanti e di tanti concittadini e da cui forse solo una nuova, degna ed onesta Costituente potrà fungere in futuro da contraltare, ai fini del ripristino della Res Publica a misura d’uomo, nel più ampio rispetto dei diritti naturali.

Ad maiora

Avv. Valeria Panetta 

È ormai noto da mesi lo studio svedese che ha dimostrato come in una linea cellulare epatica umana l’mRNA del vaccino Pfizer potesse essere trascritto,da una opportuna trascrittasi inversa, in DNA e quindi essere potenzialmente integrabile nel genoma cellulare con conseguenze ignote -“Intracellular reverse transcription of Pfizer mRNA vacciné in vitro in human liver cell line”pubblicato da MDPI- E ora abbiamo lo studio che conferma che proteina spike ed mRNA del virus Sars-Cov2 migrano e penetrano nel nuclei delle cellule potendo ben interferire col materiale genetico. https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2022.09.27.509633v1

Ma il punto è: se lo fanno spike ed mRNA virali ovviamente vale lo stesso per quelli vaccinali. Chi confuta spieghi il perché e gli si darà un nobel solo per l’ “arrampicatio specchis”!

Cosa succede? Spike ed mRNA potrebbero agire sul nostro DNA. Per esempio la proteina spike avrebbe la capacità di interferire, inibendoli, con enzimi che riparano il nostro DNA https://www.mdpi.com/1999-4915/13/10/2056/htm articolo frettolosamente ritirato😛😛🤫🤫 mentre l’mRNA nel nucleo potrebbe essere trascritto in DNA (tramite la trascrittasi inversa) ed integrato nel nostro genoma. Ricordiamo che non sono stati condotti studi sulla genotossicità e cancerogenicità di tali prodotti e questi nuovi altri studi rendono ancora più inquietante 

tale manchevolezza. In sintesi questi profarmaci fanno produrre al nostro organismo -e non sappiano per quanto tempo e in quali cellule- una tossina. Per fortuna quando si tratta del virus le difese immunitarie lo eliminano prontamente, ma il vaccino aggira le difese (infatti l’mRNA del vaccino riguardante la spike è modificato rispetto a quello virale ) e può entrare, a causa della sua particolare composizione e per la via di somministrazione in tante cellule diverse e indurle alla produzione della spike, mentre il virus viene attaccato direttamente dalle cellule di difesa immunitarie (macrofagi e cellule dendritiche) e quindi elaborato per stimolare l’immunità specifica detta adattativa. Il contenuto del vaccino entra in tutte le cellule e ne determina la capacità di produrre la proteina spike che viene esposta sulla membrana cellulare e riconosciuta come estranea dai linfociti specifici che attaccano le stesse cellule che la espongono riconoscendola come estranea all’organismo, da qui il conseguente possibile danno e l’infiammazione.E questo è solo un altro dei meccanismi potenzialmente pericolosi, oltre quello di eventuale interferenza genetica, di questo nuovo approccio pseudovaccinale.   

Mino Corniola – Presidente Associazione Arbitrium

Le “scelte tragiche “ del diritto.

Come il giudice delle leggi sdogana il sacrificio umano quale soluzione eticamente possibile.

Ieri sera, con la soul sister Manola Bozzelli, co-vicepresidente Arbitrium, scandagliavamo   la sentenza n. 14, resa dalla Corte Costituzionale dell’1.12.2022 quando la mia attenzione è stata catalizzata dal seguente passaggio: “ …Questa Corte è sempre partita dalla consapevolezza che esiste un rischio di evento avverso anche grave con riferimento ai vaccini e, ancor prima, a tutti i trattamenti sanitari ….la decisione di imporre un determinato trattamento sanitario attiene alla sfera della discrezionalità del legislatore, da esercitare in maniera non irragionevole (sentenza n. 118 del 1996). E’ stato, infatto, precisato che, “poichè tale rischio non sempre è evitabile, è allora che la dimensione individuale e quella collettiva entrano in conflitto” (sentenza n. 118 del 1996)…la legge che impone l’obbligo della vaccinazione (…) compie deliberatamente una valutazione degli interessi collettivi ed individuali in questione, al limite di quelle che sono state denominate “scelte tragiche” del diritto (…) “ (sentenza n. 118 del 1996).

Alla lettura di queste frasi, ho avuto la netta sensazione di sudare freddo e con respiro affannoso, ho proseguito la disamina delle ciniche parole di quelli, che dovrebbero essere gli strenui difensori della nostra Carta Costituzionale, sino a giungere a questo ulteriore passaggio, che mi ha fatto letteralmente sobbalzare dalla sedia: “ il conflitto tra le due dimensioni può perfino condurre a che “il perseguimento dell’interesse alla salute della collettività, attraverso trattamenti sanitari, come le vaccinazioni obbligatorie, pregiudichi il diritto individuale alla salute, quando tali trattamenti comportino, per la salute di quanti ad essi devono sottostare, conseguenze indesiderate oltre il limite del normalmente tollerabile”…

“Oltre il limite del normalmente tollerabile….”

“Oltre il limite del normalmente tollerabile…”

Continuano ancora adesso a risuonarmi quelle parole: la normale tollerabilità, quei presupposti previsti da ultimo dalla pronuncia n. 5 del 2018 della Corte Cost. presieduta all’epoca da Marta Cartabia e che pure fanno da prodromo alla decisione della Consulta del 1.12.2022, sono state spazzate via in un secondo: è tutto tollerato, anche il sacrificio dell’uomo, che si è vaccinato per tutelare la collettività, e che perisce sotto i dardi dello scientismo, targato 2.0. 

Perchè dovete pure sapere, cari lettori, che il giudice delle leggi, incardinato sul più alto scranno giudiziale dalla politica di questi recenti anni e con in mano una sorta di scettro, che assomiglia ad una clava, ha chirurgicamente delineato le motivazioni delle scelte tragiche, che al legislatore sono consentite laddove sussista: “un’emergenza sanitaria dai tratti del tutto peculiari” (testualmente da pag. 16) “…il legislatore deve muoversi lungo due direttrici principali la valutazione della situazione di fatto, cioè, nel caso in esame, della pandemia e l’adeguata considerazione delle risultanze scientifiche disponibili in merito all’efficacia e alla sicurezza dei vaccini…”.

Ma il coup de theatre, da “supercazzola con scappellamento da tergo “, lo riscontriamo, laddove la Consulta insiste nel voler avvalorare il concetto di sacrificio individuale e nella specie dell’homo italicus, piegato all’interesse della collettività “ …nel quale trova considerazione il diritto (individuale) degli altri in nome di quella solidarietà “orizzontale”, che lega ciascun membro della comunità agli altri consociati (sentenza n. 288 del 2019). I doveri inderogabili, a carico di ciascuno, sono infatti posti a salvaguardia dei diritti degli altri, che costituiscono lo specchio dei diritti propri: al legislatore tocca bilanciare queste situazioni soggettive e questa Corte assicurare che il bilanciamento sia stato effettuato correttamente..”.

Della serie: per il bene della collettività, il legislatore “patrigno” ti propina obbligatoriamente una terapia, non scevra da implicazioni gravi sulla tua salute e lo fa anche per il presunto benessere tuo, per il mio  e per quello di tutti… con il bene placito della matrigna Consulta, che in adorazione del legislatore “patrigno”, avalla ogni sua scelta, anche quella “tragica del diritto” !

Ho concluso di esaminare la pronuncia ad ora molto tarda e confesso di aver faticato a prendere sonno, ma ricordo nitidamente il sogno che ho fatto: ero in un museo messicano, che in effetti avevo visitato tanti anni fa ed osservavo la teca in vetro, all’interno della quale giaceva la mummia grandemente rimpicciolita di una giovane donna, vissuta secoli e secoli fa, sacrificata al mostro del lago (che all’epoca era considerato un Dio) per il bene della collettività locale.

Nel sogno, la mummia mi sorrideva e mi esortava a scappare, le sue parole furono: “ fuggi via lontano dall’uomo che si crede un Dio”.

https://www.ilgiornaleditalia.it/news/cronaca/454028/corte-costituzionale-su-obbligo-vaccinale-sacrificio-individuale-in-nome-della-solidarieta-orizzontale.html#.Y-jCT8HpLXY.whatsapp

Ad maiora…

Valeria Panetta

L’ASSOCIAZIONE ARBITRIUM è onorata di rappresentare la voce degli INVISIBILI a nome del Comitato Ascoltami e di tutti coloro che, danneggiati da vaccino, a gran voce invocano il riconoscimento della stessa dignità di persone ammalate, rivendicando dalle Istituzioni  la predisposizione urgente di  di esami diagnostici validati e di cure gratuite perché I DANNEGGIATI DA VACCINO COVID-19 ESISTONO! 

L’azione parte dell’Emilia Romagna, ma sarà immediatamente estesa a tutte le regioni d’Italia, alle Direzioni Sanitarie Regionali, agli OMCeO di ciascuna provincia nonché alla Presidenza del Consiglio, al Ministero della Salute e alla FINOMCeO.

Ringraziamo tutti i sottoscrittori tra associazioni, comitati, sindacati e liberi professionisti del settore medico-scientifico e legale coi quali da mesi condividiamo azioni congiunte per dar forza alla resistenza e maggior voce alla richiesta di giustizia.

#nonpraevalebunt

“Il sonno della ragione genera mostri”, rifletteva mestamente Goya nel dipingere uno dei suoi celeberrimi quadri e “chi non conosce la storia è condannato a ripeterla”.

A questa ultima considerazione del politico e filosofo britannico Burke, risalente addirittura alla metà del XVIII secolo, verrebbe pure da aggiungere dietro suggerimento amico che chi -per contro- la storia la conosce, è condannato ugualmente a ripeterla, in conseguenza delle azioni (ed omissioni, in primis) di tutti coloro che ignorano gli accadimenti passati, le ragioni profonde, sottese alla loro nascita ed al loro svolgimento e si barcamenano, sopravvivendo, dopo aver imparato a memoria come obbedienti scolaretti lezioni di vita impartite dall’alto, scimmiottando, senza alcun pathos, privi di alcuna emozione autentica, stili e mode che mai potrebbero appartenergli.

Ahi.. che tristezza il volgo, quell’insieme indistinto di corpi e menti indottrinate !

Cosa esiste di meno “democratico” del pensiero misero di chi -spinto dalla massa informe, nutrita a base di “tivvù e demagogia”- si adatta perfettamente ed acriticamente ai comportamenti assunti dalla maggioranza .

Non è forse da ciò che nascono i totalitarismi?

Da distinguersi nettamente dai regimi dittatoriali, si badi bene, ove la massa è costretta a seguire i diktat di potere e non vi si adegua, se non in quanto obbligata.

Ed allora, laddove l’homo 2.20, che potremmo definire “pandemicus”, ha imparato ad adeguarsi ad un modus vivendi, dettato dalle élite, che reggono quali grandi burattinai i giochi terreni, può esistere un’esistenza connessa esclusivamente alla ragione ed all’anima? Ad un fuoco che brucia essenze ispirate esclusivamente a principi naturali ed inviolabili che, in quanto tali, nascono prima ancora della forma giuridica statale, del diritto positìvum, nella sua originaria accezione latina, di diritto “imposto” ?

Ritengo a ragion veduta, con buona pace dei tanti detrattori delle filosofie spiritualiste, che l’occasione che ci si è presentata innanzi da almeno tre anni a questa parte, sia quanto di meglio potesse accadere alla “persona umana”: all’essere che non è agìto da terzi, ma ispira la propria condotta al pieno e sacrosanto principio di autodeterminazione.

Quando mai avremmo potuto renderci conto di essere sempre stati eterodiretti in ogni ambito della nostra vita, se non nel momento in cui abbiamo aperto gli occhi di cuore e mente ed uscendo da quel sonno profondo, che crea mostri, abbiamo guardato in faccia la Dea più bella: la Verità, la madre di ogni Virtù e da quegli occhi profondi e specchiati non ci siamo più staccati?

Sono profondamente grata all’epoca storica, che mi ha dato i natali e non posso che rendere merito e onore a tutte le valorose e indomite Anime sorelle, che ho rinvenuto ed alla quale mi sono unita, con un afflato tanto profondo e magnetico, da renderci calamite inseparabili.

La Luce della speranza di una vita più adatta ed ispirata alle nostre essenze animiche non ci abbandonerà mai. Siamo semi di consapevolezza che da lassù sono stati lanciati per dare vita a rigogliose e piene esistenze, forgiate grazie all’Amore: il motore che tutto muove in questo sconosciuto Universo ed al quale non potremo che tornare, come l’onda del mare che non si stanca mai di abbracciare la riva.

Il risveglio da quel sonno, che aveva ispirato il famoso artista settecentesco, ricordato in incipit, non può che dipendere da NOI e mai dall’IO inteso come individuo avulso dal resto delle esistenze umane.

Il “NOI” è esattamente il concetto contrario  a quello dell’egoico individuo, che si nutre e pasce esclusivamente del proprio arido riflesso.

Il lemme NOI, letto partendo dall’ultima lettera diventa “ION”, a cui aggiungendo la vocale “o” diviene “IO No” !

NOI = IO NON sarò più solo, perchè consapevole che solo dall’unione fra simili nascerà la vera Conoscenza e solo conoscendo, posso Amare.

Ad maiora…

V.P.

Come un sufflato dell’anima, la memoria dei tempi che furono -nel solco del cammino, che condusse i veri Padri costituenti a gettare le fondamenta della nostra Res publica- va risvegliata nel cuore e nella mente di ogni cittadino italiano, che intenda se stesso ed il suo prossimo quale “uomo Libero”.
Ed affinchè la parola Libertà non permanga un concetto deprivato della sua reale accezione, un contenitore vuoto, così come accaduto negli ultimi decenni e vada perso il significato primario di “volontà e coscienza di ordine morale, sociale e politico”, dovremmo tutti porci in cammino, nella direzione di un futuro, che muova i suoi passi con la sicurezza e l’onestà, che solo i Padri Costituenti ci hanno insegnato, lavorando indefessamente per la nostra Nazione.
“In cammino per la Costituzione”, per rinsaldare i principi naturali e fondanti dell’uomo e segnatamente del cittadino “libero” italiano… per ricordare ai nostri rappresentanti istituzionali e politici che l’Italia può crescere sotto ogni profilo, solo rispettando con lungimiranza ed in senso proattivo i Diritti primari ed inviolabili.

Sosteneva Calamandrei: “… La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni, e che io auguro a voi, giovani, di non sentire mai….”.

L’auspicio per tutti noi, figli e nipoti ideali di uno dei nostri più leali ed autorevoli padri costituenti, è quello di tornare a respirare Libertà vera !

Ad maiora…

VP




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Le parole di Elodie – per chi non la conoscesse: cantante pseudo pop italiana- recentemente espresse per stigmatizzare il risultato delle recentissime elezioni politiche italiane, lasciano solo in apparenza di stucco.
A me personalmente non sorprendono affatto: Elodie, come tanti altri artisti variegati e più o meno “sinistrati” (perchè “sfigato” è bello !) recitano,​ più o meno consapevolmente, una parte ed hanno indossato​ pure materialmente maschere, tali da renderli ben visibili ed orientati dal punto di vista politico.
“Cosa si fa per mangiare e sopravvivere! ” si potrebbe esclamare. 
Ma da che è “mondo è mondo”, l’artista per emergere e rimanere immortale in secula seculorum si è legato ed appecorinato addirittura a questo o quell’altro potente di turno.
Fintanto il cantante / comico / attore esprime per sè e per una ristretta cerchia di accoliti di sistema le proprie idee, che non sono altro che la fotocopia di proclami governativi già scritti, transeat.
Ma quando quell’artista di turno, che potremmo definire VIP, nella diversa e prosaica accezione di “very IGNORANT person”, intende influenzare e guidare una fetta di popolazione, che è cresciuta e pasciuta grazie a trasmissioni trash, la musica cambia e inizia a diventare fenomeno preoccupante e pericoloso.
Sono assolutamente certa che, fra i molteplici protagonisti del panorama canoro e cinematografico, in special modo, ben pochi siano i reali e convinti testimonial della propaganda globalista, che ha visto coinvolti persino gli studenti liceali ed universitari di alcune città “rosse” del nord Italia. Ciò nonostante, ho punto fiducia delle nuove generazioni, allorquando persino i nostri figli non sono in grado di smarcarsi dalle posizioni totalitaristiche e ne divengono le principali vittime, propugnando strenuamente la bontà di un pass per circolare ed etichettando quale metodo fascista quello di esprimere le proprie idee liberamente: temo che la realtà distopica, il mondo al contrario si sia impossessato delle loro giovani coscienze.
E così, vi chiedo:​ può essere definito di destra o di sinistra (volendo prestarsi per un momento al gioco mainstream del “divide et impera”), esibire un qr-code per circolare, accedere alla socialità e ritrovarsi fra umani?
Può essere considerato democratico il metodo di isolamento delle persone (“ non invitatele al pranzo natalizio”, diceva un noto politico di area dem), basato sulla circostanza ci si sia o meno sottoposti ad una terapia farmacologica ( e per giunta sperimentale) ?
E’ democratico sostenere la bontà del “sacrificio umano”, di quelli che sottopostisi a c.d. terapia vaccinale, ci abbiano lasciato le penne in correlazione con quel farmaco ?
Ci hanno infarcito gli anni di studio scolastico di nozioni quali: “il nazismo, inteso come pensiero unico e metodo dispotico di governo, è la peggiore conseguenza dei regimi prodottisi nel ventesimo secolo”, per poi produrre eguali effetti e nefaste conseguenze nel secolo successivo e colorando il fenomeno quale “cosa buona e giusta”, solo perchè non proveniente dalla c.d. area di destra governativa.
Vi è qualcuno fra le giovani anime, che ci circondano, a parte gli irrecuperabili “Elodie & friends”, che non si sia reso conto della mistificazione, della manipolazione in atto e del grande inganno, ordito dai geni del male?

La bugia che si è impossessata delle vesti della Verità: il male che ha assunto le sembianze del “bene assoluto”.

La domanda è sempre retorica: è rimasto un cuore puro ed umano su questa terra, di ignavi e Very Ignorant People ?
Ad maiora…😏
Valeria Panetta