Noi non dimentichiamo

Gentile Dirigente, 

Gentili docenti,

in occasione della giornata della memoria che ci accingiamo a commemorare, il prossimo 27 gennaio, sento il bisogno di partecipare una sentita riflessione che, mi auguro vivamente, colga preparate le vostre sensibilità, in  modo da poter trasmettere ai vostri alunni, un pensiero doveroso, a fronte di una giornata come quella della memoria, esclusivamente rivolta al tragico olocausto. In verità, quando si accompagna il ricordo di quelle nefandezze alla consueta frase “per non dimenticare” è perchè quanto accaduto non debba mai più ripetersi e per nessuna ragione al mondo.

Nulla può giustificare quell’orrore originato da semi di odio, discriminazione e persino paura cui, drammaticamente, si è aggiunta l’indifferenza di chi stava attorno ma non partecipava direttamente a quel dolore. L’umanità, si sa, fa presto a dimenticare, giustificando il proprio agire come doveroso e persino corretto in base alle contingenze storiche del momento (fu così anche col nazismo), senza accorgersi che quegli stessi nefasti semi, gli stanno germogliando tutt’attorno, nuovamente, coltivati da un altro motivo abietto.

E’ quanto accaduto pochi anni fa, a questa nostra generazione, che con la scusa di un pandemia ha creato discriminazione  e odio nella popolazione.

I nostri figli – e quando parlo di “nostri” non faccio riferimento necessariamente ai miei – hanno assistito alla peggiore rappresentazione degli adulti, quegli stessi a cui avevano fiduciosamente consegnato le loro giovani speranze e confidato nella loro tutela e dai quali, invece, sono stati biecamente traditi: le istituzioni.

Hanno vissuto sulla propria pelle gli effetti cagionati dalla paura che obnubila le menti, consnetendo alla discriminazione e all’ingiustizia, di insediarsi negli spazi della vita quotidiana.

Gli ebrei non potevano entrare nei negozi, nei ristoranti, non erano più ammessi nei luoghi di lavoro e neppure nella società. Così, anche nelle nostre  scuole, palestre, luoghi di lavoro e di socialità come ristoranti e cinema e persino mezzi pubblici, moltissime persone -compresi i nostri ragazzi- sono rimasti esclusi ed emarginati, gli adulti sospesi dal lavoro, e il disprezzo di colleghi, amici e persino parenti, gli è piovuto addosso a causa di una terrificante menzogna che ha vinto persino sui quei buoni propositi che, ancora oggi, ci fanno commemorare la giornata della memoria!

Non ti vaccini, ti ammali, muori e fai morire ci venne detto dalle Istituzioni mentre il greenpass -odiosa tessera discriminatoria dei nostri giorni- ha rappresentato l’unico lasciapassare che, falsamente, garantiva -soprattutto attraverso la vaccinazione anti sars-cov2- la sicurezza di frequentare luoghi in cui non ci si potesse infettare, come ci fu propagandato dalle istituzioni. E a questa bugia hanno creduto in tanti e in virtù di essa sono stati ritenuti corretti degli obblighi che hanno mortificato la nostra sacra libertà, l’autodeterminazione sanitaria, l’inviolabilità del corpo.

Chissà se ve ne siete accorti: quelle restrizioni, quelle porte chiuse, quelle esclusioni erano perfettamente inutili: non esisteva alcun farmaco -men che meno vaccino e, quindi alcun documento come il grenpass- che potesse garantire la prevenzione dall’infenzione del virus sars cov 2. Ma così ci avevano detto e a questo si è creduto. La scuola, nella sua funzione educativa, dovrebbe insegnare ai ragazzi la Verità, quella che è stata consegnata alla storia dalle istituzioni stesse ma che sono certa a voi è sconosciuta. E dovrebbe insegnare l’importanza di saper chiedere scusa a chi ha subito l’esclusione da parte di chi, seppure adulto, non ha avuto il coraggio di dissentire da regole ingiuste, partecipando a quelle nefandezze: perchè l’indifferenza è complice.

Mi permetto di allegare alla presente due importanti documenti: uno è la risposta istituzionale di AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) prot. 94558 del 19/07/2024 che ha consegnato alla storia la Verità di cui parlavo, per cui invito a leggere la risposta al quesito n. 9 (ultima pagina) posto in un FOIA dall’associazione Arbitrium PSG: i vaccini anti covd-19 non sono mai stati in grado di prevenire il contagio dell’infezione (motivo unico per cui vennero imposti obblighi e greenpass e, dunque, perpetrate ingiuste esclusioni e discriminazioni) e l’altro è la lettera di un ragazzo, simbolo, Emanuele, che racconta il dramma inaccettabile che i nostri ragazzi hanno vissuto a causa di una esclusione inutile e ingiusta che gli adulti hanno permesso ma che quelle giovani vite non riuscivano a spiegarsi.

Come Emanuele tutti i nostri figli…

Per non dimenticare, perchè il 27 gennaio non sia un giorno della memoria corta e neppure della memoria selettiva, perchè quei semi di odio e disciminazione non possano germogliare mai più.

Cordialmente

ARBITRIUM – Pronto Soccorso giuridico per la tutela dei diritti inviolabili
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