Ai danni del popolo sovrano

La giustizia nel nostro angustiato paese si amministra “in nome del popolo italiano”, che è sovrano grazie all’imprimatur costituzionale, ma parafrasando la più nota locuzione giuridica, che leggete in epigrafe di ogni decisione giudiziale, mi sovviene quanto accaduto nell’ultimo lustro ad opera della magistratura ed a danno del popolo sovrano.
Valgono per tutte le decisioni di tre anni fa della Corte Costituzionale, che è giudice delle leggi, ma che certamente non è istituzione super partes, semmai può essere intesa “primus inter pares”.
Per tacere della miriade di decisioni dei tribunali di prime cure e della giustizia amministrativa, nei casi di sospensione del rapporto di lavoro per mancanza della certificazione verde, semplice o rafforzata che fosse.
E’ invalso il principio in base al quale, nella materia che attiene alla salute, l’interesse pubblico sia superiore al diritto soggettivo; si è “leggermente” sovvertito il dato costituzionale ex art. 32, che vedrebbe a contrario il diritto alla salute in posizione di primazia rispetto all’interesse collettivo.
E quali forme di governo, realmente democratiche, prediligono e favoriscono gli interessi (seppure legittimi), prosaicamente qualificati “pubblici” ad un diritto del cittadino singolo alla salute?
Domanda retorica, che ha una sola risposta: nessuno!
Ogni forma di governo che, nel corso dei secoli, ha soffocato i principi naturali ed inviolabili si è sempre tradotta in un’autocrazia, che nell’ultimo lustro in Italia, è divenuta senza tema di smentita somatocrazia, mutuando le riflessioni di Michel Foucault.
Eppure, il senso della Carta Costituzionale e del tessuto sociale, faticosamente, ma pure felicemente confezionato, post seconda guerra mondiale, ad opera dei padri costituenti, non era certamente autarchico, anzi… Si rifuggiva da ogni forma di ideologia totalitaristica, dimenticando (o volendo dimenticare) tuttavia ed a mio sommesso parere, che la forma pensiero rigida, che si traduce in regime, non attiene solo e precipuamente alla c.d. “destra” politica, ma è trasversale e attiene ad ogni ambito politico, che intenda imporre invece di coinvolgere ed ostracizzare, invece di includere pure strategicamente il pensiero “diverso” dal proprio.
Oggi, più che mai, appare evidente lo scollamento fra i centri di potere governativi, che a loro volta sono eterodiretti da gangli dell’alta finanza e dalle varie lobbies cinicamente guerrapiattiste ed i popoli.
Le genti vanno guidate e mai comandate, perchè, possono trascorrere anni, decenni, ma a forza di frustate e pugni presi in faccia, quei popoli si stancano; la Storia ce lo insegna, ma chissà com’è, il Leviatano non impara mai dai propri errori.
Ad maiora…
VP

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